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L'Oasi di protezione e rifugio per fauna del monte
Terminillo è stata istituita con Delibera della Giunta Regionale del Lazio n.
2035 del 16.7.74 e n. 1110 del 24.3.80.

La finalità istitutiva è quella di costituire un oasi di
protezione e di rifugio per la selvaggina stanziale protetta, indirizzata in
special modo alla conservazione e protezione della coturnice (Alectoris Gracca
Saxatilis) e degli ambienti in cui tale uccello trova naturale e idoneo rifugio.
L'istituzione dell'oasi di rifugio e protezione del
Terminillo rientra in un vasto programma di creazione di zone di tutela generale
o specifica di alcune specie di uccelli la cui popolazione ha subito o può
subire preoccupanti diminuzioni.
L'Oasi ha un'estensione di 13.808 ettari.
Si estende:
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a nord, da quota 1542 di Monte Cardito attraverso il
bosco Cardito fino alla sorgente Acquasanta quindi con linea ideale diretta
attraverso il prato dei Sassi fino a quota 1502 di Valle Meta, nel bosco
Vallonina; |
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ad est, da quota 1502 c.s., con linea ideale diretta
attraverso il bosco Vallonina fino a quota 1901 di Sella di Leonessa, quindi
costeggia Prato Comune fino ai Ghiaccioni di Micigliano; |
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a sud, dai Ghiaccioni di Micigliano lungo la strada
boschiva all'incrocio dell'anello di Campoforogna, quota 1775, e da qui
costeggiando parte del fosso delle Melunghe risale la Fonte acqua di Mezzo; |
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ad ovest, dalla Fonte Acqua di Mezzo, in linea retta,
fino al Km. 17 della SS.4 Bis Salaria, quindi con linea diretta, toccando la
fonte Miglionico, fino a quota 1542 di Monte Cardito punto partenza. |
Il massiccio montuoso del Terminillo è costituito da
numerose formazioni (Terminilluccio, Terminilletto m. 2.105, Terminillo m.
2.216, M. Elefante m. 2.015, cima Sassetelli m. 2.181, M. di Cambio m. 2.081).
Tutto il complesso è formato da calcari disposti in lastroni fessurati e
variamente inclinati. In superficie il calcare è formato da detriti dai quali si
è generato un terreno il cui spessore varia da pochi centimetri a pochi
decimetri. Un intenso pascolo, che tuttora continua, ha, in modo diffuso,
compromesso l'esistenza del cotico erboso, tanto che è facilmente possibile
vedere le infinite tracce lasciate dagli animali con il loro continuo
calpestio.

I prati sono talora punteggiate; da carline (carlina
acaulis), Genziane (Gentiana lutea), genzianelle, orchidee.
In giornate particolarmente limpide si scorgono il M. Vettore, i monti della
Laga, il massiccio del Gran Sasso, la Majella e Roma.
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