L’alimentazione tipica locale trae origine dalle attività economiche prevalenti: accanto alla produzione casearia, il farro, il tartufo, le patate e le erbe aromatiche rappresentano le principali risorse gastronomiche, mentre fra i piatti tipici si segnalano in particolare i gustosissimi prosciutti e salumi (in particolare il salame schiacciato, privo di grassi perchè lasciato riposare sotto dei pesi) e i piatti tipici, come gli gnocchi al sugo di castrato, la minestra di farro (con il tartufo), gli sfusellati (un tipo di pasta lunga cui si da una forma particolare con le stecche dei vecchi ombrelli).

Il farro è stato il cereale più diffuso nel mondo antico. La puls (polenta) di farro era uno dei piatti caratteristici della cucina romana arcaica, prima che si diffondessero la coltura del frumento e l’uso di panificare.

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Minestra di farro

Questo piatto riunisce due gioielli di Leonessa: il pregiato tartufo e l’antichissimo farro. La ricetta richiede 200 gr. di farro leonessano, 2 pomodori rossi, 1 cipolla, 1 patata, 3 etti di salsiccia, sedano, carota, sale. Per la preparazione soffriggere in poco olio di oliva la salsiccia tritata, la cipolla, il sedano e la carota. Aggiungere i pomodori e il sale facendo cuocere a fuoco moderato. In due litri d’acqua bollente versare il farro e il condimento soffritto, girando frequentemente con un cucchiaio di legno per circa 40 minuti. A cottura ultimata cospargere il piatto di tartufo a volontà.

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Gli sfusellati

Gli sfusellati fanno parte della tradizione culinaria di Leonessa. Si fanno a mano impastando acqua e farina fino ad avere un amalgama elastico e liscio. Se ne tagliano dei pezzetti che si lavorano in cilindretti allungati sui quali si appoggia un ferro da calza e si continua ad allungarli finché non si sfila il ferro e si ottiene una sorta di bucatino. Lo sfusellato può poi essere lasciato così lungo oppure tagliato a pezzi di 7- 8 cm.

Gli sfusellati vengono poi conditi con sugo di magro o sugo di grasso, altre specialità culinarie.