Dagli antichi castelli a una comunità organizzata


La struttura urbana di Leonessa rappresenta uno degli esempi più affascinanti di urbanistica di fondazione e riaggregazione territoriale dell'Italia centrale medievale. Nata nel 1278 per volere di Carlo I d'Angiò come avamposto strategico del Regno di Napoli al confine con lo Stato Pontificio, la città visse un rapido processo di sinoecismo: gli abitanti di circa venti castelli e villaggi sparsi sull'altopiano abbandonarono le alture per confluire nella nuova civitas.Per organizzare lo spazio urbano, la fiscalità e la vita civica, il territorio intramurario ed extramurario venne suddiviso in sei comparti socio-territoriali detti Sesti. Non si trattò di semplici quartieri amministrativi, ma di vere e proprie comunità trapiantate dentro le mura. Ogni Sesto prese il nome dal castello più egemone dell'area di provenienza e mantenne all'interno della città la propria chiesa di riferimento, dedicata allo stesso santo patrono del borgo d'origine, riproducendo su scala urbana la mappa del contado.

Sei Sesti, una sola Leonessa

Un'architettura comunitaria d'avanguardia medievale, ideata per armonizzare le storie e le identità dei castelli originari in un unico glorioso destino.

Divisione Storica di Leonessa

Sei Sesti, sei territori


Il Sesto di Corno rappresenta l'area sud-orientale dell'altopiano, culla della fortezza di Ripa di Corno, posta a guardia dei valichi verso L'Aquila e la Vallonina.
Il Sesto della Croce era il settore ad alta densità abitativa che raccoglieva le comunità della fascia centrale dell'altopiano e della dorsale di Volciano.
Il Sesto di Torre era infeudato al territorio dominato dal castello di Narnate (o Torre) e collocato sull'altura strategica tra Vallunga e Capodacqua.
IL Sesto di Terzone posto all'estremità settentrionale del territorio leonessano, al confine con la Valnerina e l'area spoletina, facente capo al formidabile castello di Terzone.
Il Sesto di Poggio comprendeva i nuclei adagiati sulle pendici collinari che delimitano a nord la conca di Leonessa.
Il Sesto di Forcamelone aggregava i castelli e i casali posizionati lungo la via di transito che conduce al Passo del Fuscello e verso la piana reatina, incluse le comunità del cosiddetto Piano di Sotto.

Sesto di Corno

Sesto della Croce

Sesto di Torre

Sesto di Terzone

Sesto di Poggio

Sesto di Forcamelone

Il Palio del Velluto: una tradizione secolare


L'articolazione in Sesti non regolava soltanto la ripartizione dei tributi e le ronde difensive lungo la cinta muraria, ma costituiva l'ossatura della vita rituale e ludica della comunità.A partire dal 1464, a coronamento della solenne Fiera dei Santi Pietro e Paolo, i sei Sesti si sfidavano nel Palio del Velluto, una corsa equestre il cui premio era un prezioso drappo di velluto intessuto. La competizione, caratterizzata da una forte rivalità, venne sospesa nel 1557 sotto la dominazione farnesiana a causa dei frequenti disordini e scontri di sangue tra le fazioni.Nel 1997, l'amministrazione comunale e le associazioni locali hanno ripristinato la rievocazione storica del Palio del Velluto. La manifestazione si svolge ogni anno nell'ultima settimana di giugno: una ricostruzione filologica che riporta Leonessa al suo splendore rinascimentale tra gare di abilità, cortei storici in costume d'epoca e la disfida per la conquista della palla di velluto.

1464


Origini

1557


Interruzione

1997


Ripristino

Oggi


Giugno

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